Il margine di fine anno arriva sempre troppo tardi
A bilancio chiuso si scopre com'è andata, non perché. Il conto che serve davvero è quello della singola commessa: quanto vetro ci è entrato, quante ore, quanta energia si è bevuta il forno, quanto è costato portarla in cantiere.
Dove finisce il ricavo di una commessa
Le voci non sono stimate a percentuale: arrivano dai consumi di magazzino, dalle sessioni di lavoro registrate sugli impianti, dai contatori del forno e dal giro consegne.
Le cifre sono un esempio, ma le proporzioni sono quelle di una commessa di vetrocamera con tempra. La voce da guardare è l'energia: in una vetreria il forno è il singolo maggior consumatore dello stabilimento, e quasi nessuno la attribuisce alla commessa che l'ha consumata. Attribuirla cambia il giudizio su quali lavori conviene prendere.
Da dove arrivano i numeri
Un consuntivo che qualcuno deve compilare è un consuntivo che dopo tre mesi nessuno compila più.
Dal magazzino e dal piano di taglio
Il vetro consumato non è la superficie del prodotto finito: è quella della lastra intaccata, al netto dello scarto recuperato. La resa del taglio entra direttamente nel costo.
Dalle sessioni di lavoro
Le 691.659 sessioni registrate sugli impianti nell'installazione di riferimento non sono un dato di produzione soltanto: sono le ore reali su cui si costruisce il costo delle lavorazioni.
Dai cicli del forno
Le infornate sono tracciate una per una con i loro parametri. Il costo energia si distribuisce per periodo e ricade sui pezzi che erano dentro, non su una media di stabilimento.
Cosa si può leggere
Dal singolo lavoro alla direzione
Il costo industriale per commessa è il livello di dettaglio più basso, con la sua composizione voce per voce. Salendo si arriva all'analisi dei margini, al venduto per cliente, per articolo e per anno, alla simulazione di ricavi e costi per capire cosa succederebbe cambiando i prezzi.
C'è poi tutta la parte finanziaria — tesoreria, conti, IVA vendite, credito clienti, finanziamenti fornitori — e quella patrimoniale, con gli ammortamenti degli impianti.
Costo industriale per commessa
Con il dettaglio delle voci e il confronto fra costo previsto e costo consuntivo.
Costo energia
Per periodo, con duplicazione dei periodi e dettaglio dei consumi degli impianti.
Costi generali e indiretti
Le voci che non appartengono a una commessa sola e vanno ripartite con un criterio esplicito.
Analisi margini con grafici
Quali commesse rendono e quali no, con il confronto per cliente e per tipologia di prodotto.
Tempi di produzione e lavorazioni
Quanto ci mette davvero una fase rispetto al tempo standard, lavorazione per lavorazione.
Rese dei tagli
La statistica delle ottimizzazioni eseguite: l'indicatore industriale più diretto che una vetreria abbia.
Quello che VetroPlan non fa
Non è un ERP contabile completo. Contabilità generale, bilancio e adempimenti fiscali restano dove sono, sul gestionale amministrativo che l'azienda già usa, e VetroPlan si integra con quello.
Quello che fa è il pezzo che la contabilità generale non può fare: attribuire i costi industriali alla commessa che li ha generati, usando dati che nascono in reparto e non in amministrazione. Sono due mestieri diversi, e conviene che restino tali.
Domande ricorrenti
Sostituisce il gestionale contabile?
Da dove esce il costo delle lavorazioni?
Come fate a dire quanta energia ha consumato una commessa?
Possiamo simulare cosa succede alzando i prezzi?
Continua con gli altri moduli
Sapete quale commessa vi ha fatto perdere soldi?
Nella maggior parte delle vetrerie la risposta è "quelle complicate", ma nessuno sa dire quali. È il punto da cui partire.